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  • Enrico Ballestrazzi

Dai che andiamo a Zocca


Ormai è una consuetudine, finiti gli impegni col Tour, Vasco si concede il meritato riposo facendo ritorno a casa (Zocca) e allora perché no? A Modena fa un caldo fotonico, è giovedì pomeriggio proviamoci dico io, recuperati gli altri occupanti della macchina impostato il navigatore con destinazione Zocca (siamo di Modena ma non si sa mai) dopo circa un’oretta tra curve, abbassa e alza aria condizionata e vai piano che ci viene il vomito (quasi cantassero Stupendo) arriviamo a Zocca 24 gradi, parcheggio e scendiamo, fa quasi più freddo fuori che nella mia macchina con l’aria a palla, almeno se non vediamo Vasco abbiamo per lo meno trovato il fresco, ci dirigiamo verso il BiBap (il bar) dove di solito il Blasco va a farsi la partitella a carte con gli amici, e appena arriviamo al bar capisco che non siamo stati gli unici ad avere avuto questa idea, ci mettiamo seduti ad un tavolo (uno dei pochi rimasti) prima che venga occupato anche quello e aspettiamo,

vediamo arrivare una delle sue guardie del corpo e questo potrebbe essere un segnale, e infatti dopo poco dal bar esce il Blasco e si dirige verso il tavolo degli amici, in un attimo tutti in piedi con il suo staff a chiedere gentilmente di tornare a posto, ma l’emozione è tanta di vederlo li che questo non accade ed allora Vasco insieme agli amici si trasferiscono nella sala all’interno del bar per giocarsi in pace la partitella a carte, mi era già capitato in altre occasioni di vederlo qui anche di parlargli o di consegnarli di persona alcuni miei scatti, ma ogni volta è sempre una forte emozione quando arriva, quando te lo vedi li, è come quando esce sul palco nel concerto, l’effetto è quello, quel entrare in scena con quel carisma quella personalità che solo lui ha, che secondo me avrebbe anche se andasse in posta in fila a pagare la bolletta della luce, e a proposito di fila è meglio iniziare a prendere posto perché ormai l’entrata del bar è un assedio, tutti aspettano che esca, tutti con qualcosa da farsi autografare, un cd, una foto, un vinile, tutti con qualche pezzo della loro storia di vita di cui il Blasco ne fa parte, quella colonna sonora che ti fa stare bene, che ti da una pacca sulla spalla un abbraccio nei momenti difficili e mentre mi faccio i miei viaggi mentali eccolo, esce fuori telefonino in mano a fare il clippino, un Vasco in formissima (ma questo lo avevo già visto a San Siro) sorridente, che ha voglia e anche bisogno di stare con la gente di abbattere quelle distanza tra la Star e il Fan si lascia ai selfie, agli autografi alle battute, è come un ecco io sono uno di voi, riesce più o meno ad accontentare tutti, e quando se ne va ringrazia, un grazie a tutti, da quella mano che saluta e da quegli occhi azzurri dietro i suoi occhiali, e in un attimo, in un momento, il bar si svuota ma rimane l’energia di Vasco Rossi.

Be abbiamo poi avuto una bella idea a venire a Zocca.

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